Come sopravvivere online se sei maschio

Vita frenetica. Impegni lavorativi. Famiglia. Pochissimo tempo per me. Insoddisfazione coniugale. Situazione standard. La naturale via d’uscita o forse l’unica alternativa è internet.

Districarsi nella rete non è facile, non lo è per le donne e non lo è ancora di più per gli uomini. Alle donne l’ingrato compito di scegliere e per noi solo la speranza di essere selezionati, se siamo stati bravi a usare le parole giuste, né troppo invadenti né troppo bamboccioni, cercando di stuzzicare senza scadere nel morboso, cercando di non apparire come il maniaco di turno ma mantenendo alta l’attenzione su di noi…una faticaccia insomma. Ma per chi come me si avvicinava era anche una novità interessante.

Dopo vari surf tra siti tra i più disparati dove, se non si è almeno un po’ “svici”, un po’ svegli, neanche la Mastercard Top Gold può bastare, che non so neanche se esiste,  trovo finalmente il sito che può fare al mio caso. Gratuito quindi serio, si presuppone. Iscrizione, nome accattivante ma non troppo, profilo più o meno vero con omissis vari…, descrizione tipo “sono qui di passaggio, sta a vedere che capita qualcosa di interessante” e “cerco quello che …non c’è!”. Standard anche fino a qui.

I primi contatti… cavoli, funziona! Addirittura già un cuoricino! Ed uno smile che mi bacia. Mai avuto un bacio da uno smile! Non è di Pamela Anderson, ma è pur sempre un bacio! Prima eccitazione. Sono inviti su siti a pagamento dove mi si promette amore eterno. Prima delusione. Ed io che pensavo di aver già ritrovato l’amore.

Scremando e bloccando arrivo nella seconda fase. Le proposte di matrimonio. Dalla Madre Russia. Addirittura! Già cosi famoso sono diventato, mi dico. Scambio di mail e foto forsennato, viaggi improbabili per visite in Italia che tu non hai promesso nè concesso ma che dovrai pagare perché ormai hai giurato amore eterno senza averlo in realtà neanche pensato. Ho detto: qui c’è di mezzo il KGB! Meglio evitare.

Ulteriore scrematura. Ormai so riconoscere i profili. Luce rosa invito sex-date, uso del “voi” nel 2019 è Russia. Sono sgamato, già un po stanco ma non ho ancora perso le speranze. Messaggio illuminato. Mi hanno contattato, si chiama CalzeNere69 (il nome è di pura fantasia, non esiste o non l’ho ancora incontrato), addirittura con foto, anche abbastanza intrigante. Attendo un po’, la tempistica è una strategia ormai, quindi rispondo. Ma vuole solo vendermi la sua biancheria intima usata. Senza neanche farmela vedere. Io cerco di spiegare che avrei almeno voglia di immaginarla. Ma mi sono ritrovato ahimè bloccato. Smetto subito, ho troppa paura di essere denunciato alla polizia postale per violenza sessuale.

Quasi esausto e sfiduciato, cerco di tenere duro, non demordo, esiste una persona per me, deve esistere. Diventa una sfida, sono caparbio, imparo gli automatismi del caso, valanghe di inviti, mille messaggi inviati, ormai è una dipendenza, mi distraggo dal lavoro, vago nell’etere infinito…un messaggio! E’ lei, ne sono certo. Mi metto comodo sul divano. Voglio stupirla, non dovrà dimenticarsi di me, implorerà di incontrarmi, e divento una crasi di Cyrano de Bergerac e Rocco Siffredi; mai incontrata una persona più passionale, conoscersi raccontarsi amarsi promettersi di incontrarsi e…lasciarsi. Senza neanche salutarsi. Sparita nel nulla. Tutto questo in poco più di un’ora. Ci rimango male.

Devo cambiare strategia. Lo so. Lo sento. Allora mi propongo lentamente. Piano piano. Il tempo è importante, come nella musica. Ne scelgo una. Escludo tutto. Conoscersi lentamente. Funziona.

Passano le ore. Infiniti messaggi scritti nei luoghi più improbabili. Passano i giorni, scopro nuovi social, scambi di foto. Passano le settimane. ci sono incontri e strette di mano reali, ci si parla al telefono ormai perché si è di città diverse, ci si da anche la buonanotte e il buongiorno. Sempre…tutti i giorni…guai a  dimenticarsene, silenzi offesi, pretese gelose, la solita zuppa…ed io che credevo che questa fosse un’alternativa alla solita routine…montagne di gigabyte per ritrovarsi nella stessa morsa, che ora sono diventate due…con il rischio continuo di essere scoperti. Passano i mesi, divento schizofrenico, più scisso di quanto io non lo sia già. Decidiamo di smettere. Non mi rimane null’altro che un’altra dipendenza.

Ma sento che mi manca ancora qualcosa. Ormai mi aggiro tra contatti sui quali ho costruito macchinose storie, ogni strategia ha un suo effetto farfalla controproducente. Ormai accetto di parlare di tutto pur di salvare un contatto. Sono diventato bravo persino a cucinare grazie alle ricette di ZiaLella65 (inventato anche questo), i miei messaggi ormai stanno diventando proiezioni poligonali dei miei pensieri contorti.

Credo che sia arrivato al punto di smettere per un po’. Sono ancora lucido. Forse salvo.

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