Che tipo di genitore sei? L’intermittente

Vi è mai capitato di trovarvi da soli in casa una mattina con il vostro bimbo che per qualche incomprensibile ragione ha deciso di rendervi la vita impossibile?

Le cose da fare sono poche ma rigorosamente inserite in un rituale che si compie sempre uguale tutti i giorni feriali e che vede come epilogo in caso di buona riuscita l’inserimento alla scuola materna del piccolo e l’arrivo in perfetto orario al posto di lavoro del papà.

Si tratta soltanto di svegliarlo, portarlo in bagno, fargli fare colazione, vestirlo, metterlo in macchina, consegnarlo alle maestre… che ci vuole?

La maggior parte delle volte fortunatamente il bimbo è collaborativo ma purtroppo può capitare anche a lui una giornata storta, che ti costringe a fare ricorso ad ogni espediente pur di smuoverlo dalle sue posizioni così sintetizzate:

“Ho sonno, voglio la mamma, non mi piace quel succo, lasciami stare, devo vedere il cartone, non mi vesto, voglio giocare al computer, ma oggi è domenica, vai via, dov’è il tablet? …”.

Il tempo scorre inflessibile mentre tu passi dal bastone alla carota con una facilità disarmante, promettendogli infiniti castighi misti a favolose ricompense in un mix che giudicare intermittente è poco… e questo al solo scopo di farlo recedere dalle azioni osteggianti messe in atto e poter giungere al lavoro in tempo utile.

Alla fine per fortuna qualcosa si trova sempre che faccia breccia nel suo animo… ed anche la nostra giornata, dopo il saluto alla maestra, potrà avere inizio.

Ma immaginatevi ora per un attimo d’esser anche costretti a dover fronteggiare le severe reprimende serali d’una moglie psicologa:

Non puoi adottare uno stile comunicativo incoerente con i nostri figli, gli atteggiamenti ed i comportamenti dei genitori non possono essere imprevedibili o peggio ambivalenti, pena trasmettere loro le stesse nostre contraddizioni, per loro nulla sarà poi considerato valido e rassicurante”.

Ed ancora:

Devi mantenere le decisioni prese, senza cambiare rotta alle prime difficoltà!

E’ un po’ come se ti dirigessi a piedi su un sentiero di montagna verso un rifugio e percorso qualche chilometro sentendoti incerto del sentiero preso, tornassi indietro per il dubbio di aver imboccato il sentiero sbagliato. Per poi magari imboccarne un altro destinato anch’esso ad essere abbandonato prima di giungere alla meta.

E’ chiaro a tutti che l’agire in questa maniera sarebbe la strada maestra per crescere dei figli instabili e senza certezze, che da adulti sarebbero incapaci di mantenere ruoli specifici o responsabilità”.

Che dire, anche questa volta ha certamente ragione da vendere, in conclusione però mi chiedo: perché mai dev’essere così complicato fare il genitore?


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *