Che tipo di genitore sei? Autoritario o democratico…

Per capire le dinamiche familiari non c’è per me miglior campo d’osservazione che il parco giochi del mio paese, frequentatissimo nel tardo pomeriggio. Proprio ieri, scambiando due parole con una mamma, le chiedo come mai la vedo ogni mattina correre trafelata alla macchina dopo aver portato la figlia alla scuola materna. Mi dice che tra il viaggio per raggiungere la città, il traffico, la ricerca del parcheggio, il bus navetta rischia ogni giorno di arrivare in ritardo al lavoro.

Ingenuamente le chiedo se non può essere il marito a portare all’asilo la loro unica figlia, dato che lavora là vicino e non ha problemi di orario (come del resto faccio io ogni mattina con i miei).

La risposta? “La bimba non vuole, fa i capricci se esce con papà…”

Lì per lì ho finto di condividere la loro soluzione, ma poi giunto a casa e senza voler toccare il classico argomento: figlia unica… ergo viziata, ho chiesto a mia moglie psicologa cosa ne pensasse.

Mi ha subito introdotto al modello familiare democratico-permissivo:

“Un sistema familiare cioè che non presenta delle gerarchie ben definite, le relazioni sono improntate sul dialogo e sulla parità di tutti i componenti allo scopo di mantenere la pace ed evitare i conflitti.

I genitori appartenenti a questo modello genitoriale negoziano le regole con i figli, non esistono punizioni bensì si cerca di ragionare insieme sui comportamenti da adottare. I genitori spesso non rivestono un ruolo di guida ma diventano quasi degli amici alla pari. Spesso cedono per sfinimento a qualsiasi richiesta dei figli in modo da evitare qualsiasi forma di conflitto, con la spiacevole conseguenza che in queste famiglie accade sovente che i figli si trasformino in piccoli tiranni che imparano presto ad ottenere ciò che vogliono a suon di capricci e prepotenze”.

Beh, è esattamente il caso della mamma che ho citato, caspita… ed all’opposto cosa troviamo invece?

“Troviamo il modello autoritario, nel quale i genitori (anche se prevalentemente i padri) cercano di esercitare il proprio potere all’interno del sistema improntando la vita sul senso della disciplina, del dovere e dell’obbedienza alle regole. Le punizioni sono frequenti e l’atmosfera famigliare è spesso tesa. Il padre assume un ruolo dominante e la madre può intervenire come figura di mediazione in caso di posizioni divergenti.

Notoriamente i figli in queste famiglie o si ribellano diventando soggetti conflittuali oppure si sottomettono accettando in maniera acritica qualsiasi imposizione sviluppando in seguito frustrazione, repressione e incapacità di replica”.

Beh, in conclusione credo proprio di poter dire che in medio stat virtus, anche per quanto riguarda i modelli familiari mai estremizzare i propri comportamenti.



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