Gli adolescenti e lo smartphone

Gli adolescenti di oggi destano in me un forte interesse, ecco perché ho deciso di esercitare questo mestiere: l’insegnante. Durante la mia breve carriera mi sono soffermata spesso a osservare il comportamento dei ragazzi di età compresa dai tredici ai diciotto anni. A volte li guardo con occhi straniti, direi anche un po’ preoccupati, e, inevitabilmente scatta il confronto con il  periodo in cui io ho vissuto la mia adolescenza; ma è passata una generazione ormai, potrei essere la loro madre, e il modo di vivere questo importante periodo di vita è davvero cambiato.

Voglio tralasciare i problemi di mancanza di educazione oltre che di rispetto nei confronti degli adulti che si sono moltiplicati negli ultimi tempi, ma concentrarmi proprio sulla figura del ragazzo adolescente, come trascorre il proprio tempo libero.

In primis ciò di cui ci si accorge nell’immediato è l’incapacità di vivere senza il cellulare, è il loro riferimento in ogni fase della giornata. Quando arrivo a scuola, nel tragitto che mi porta dal parcheggio alla scuola li vedi: hanno tutti il cellulare nella tasca della giacca o in mano e le cuffiette, perché pare impossibile riuscire a stare senza ascoltare musica; spesso hanno un solo auricolare e l’altro padiglione libero per poter ascoltare ciò che magari dice l’amico accanto a lui.

Al momento della campanella all’inizio delle lezioni vengono invitati a mettere il telefonino nello zaino, ma quando mai? Non si può abbandonare senza custodia quel prezioso oggetto…lo si ripone sotto il banco o nella tasca del pantalone in modo da poterlo consultare al bisogno, e il primissimo bisogno arriva al cambio dell’ora (se non prima, quando inevitabilmente cercano di guardare in sordina se hanno dei messaggi senza che il prof possa accorgersene con la scusa migliore che hanno: “dovevo controllare che ora fosse!”).

Ecco che arriva finalmente la tanto agognata ricreazione!! Ai miei tempi si passeggiava per la scuola e si chiacchierava con i compagni o si andavano a cercare le amiche (o i bei ragazzi) nelle altre classi! Ora… nulla… Vedo ragazzi che rimangono chiusi per quindici minuti all’interno della stessa aula dove trascorrono immobili tutta la mattinata per isolarsi guardando dei video nei telefonini o ascoltando la musica!

Per non parlare delle uscite didattiche! Continuano ad avere il telefono in mano, controllare i messaggi, inviare messaggi vocali (nonché ascoltare quelli che arrivano al loro telefono a volte anche senza auricolare) e fare foto…oltre che video! Si perché devono postare la loro “storia” sui social!

La lista delle osservazioni in merito potrebbe essere ancora immensa, per non menzionare la diminuzione delle loro capacità di apprendimento o la loro povertà di lessico, oltre che l’incapacità di scrivere in modo corretto, ma non sono qui per fare la docente. La mia è una semplice riflessione, perché spesso i nostri ragazzi non sono in grado di fare gruppo, perché quell’attrezzo tecnologico che è tanto comodo per alcune cose è anche tanto invasivo; si perde lo spirito di collaborazione, non ci si diverte a scherzare insieme se non si ha questo supporto esterno, non si dà più importanza alla propria “privacy” tutti devono sapere tutto ciò che fai in quel momento.

So di essere adulta e di avere maggiore consapevolezza nel vivere degli attimi e momenti importanti senza “postare” ciò che accade all’esterno, ma credo davvero che questi “quasi giovani” a volte perdano di vista il fatto che alcuni momenti della vita siano da vivere e basta, senza lasciare testimonianze ad alcuno, affinché lascino il segno dentro se stessi. Probabilmente ci vorrebbe un’educazione al buon utilizzo di questi nuovi mezzi di comunicazione che la “scuola italiana” ancora non è in grado di dare; pensare al benessere dei ragazzi vuol dire anche questo. So che il mio punto di vista è quello di “un addetto ai lavori” in quanto vivo quotidianamente questo mondo “adolescenziale” molto affascinante, interessante ma anche molto fragile…

Sta anche a noi adulti cercare di tutelare il loro “mondo”… Perché come ha detto il grande Victor Hugo Adolescenza: la più delicata delle transizioni”.


2 pensieri riguardo “Gli adolescenti e lo smartphone

  • Aprile 9, 2019 in 7:21 am
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    Il problema è che imparano dagli adulti…
    Basta andare in un ristorante il sabato sera, gruppi di amici quarantenni che mangiano e guardano il cellulare e si parlano davvero poco, su facebook sono più attivi i quarantenni dei ventenni, le chat sono piene di quarantenni… l’esempio conta… siamo rimasti vittime della tecnologia e abbiamo trasmesso la nostra malattia ai nostri figli… ci vorrà un vaccino anche per questo 🙂

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    • Aprile 9, 2019 in 11:30 am
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      Assolutamente d’accordo con il tuo punto di vista. Ma questa è la visione di un’insegnante, il ruolo genitoriale non compete alla scuola ed è esterno a essa. Ad ognuno il suo compito educativo!

      Risposta

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