Quello che ancora mi manca

Tendenzialmente quando arrivi alla mia età, ossia a metà dei quaranta, si parte dal presupposto di avere le idee chiare e la vita indirizzata a qualcosa di preciso, sia dal punto di vista lavorativo che affettivo.

Nessuna lamentela per il lavoro, decisamente un percorso raggiunto con tanti sacrifici, ma sicuramente senza nessun rimpianto, sto facendo il lavoro che mi piace e per cui ho studiato.

Ma la vita privata? Peccato non sia stato un percorso lineare come il precedente, ma pieno di “inciampi” di “deviazioni” di “fermate e riprese” che mai avrei immaginato di avere nella mia giovinezza. Già perché nella mia prima età adulta (ossia vent’anni fa)  prevedevo una vita futura fatta di rapporto di coppia solido e soddisfacente, con una famiglia, uno o due figli,  che nella mia testa di allora nella realtà di oggi sarebbero stati dei ragazzi adolescenti.

Invece? Invece non è proprio accaduto ciò che vagheggiavo. Le cose non sempre si realizzano come speravamo, ma la vita ci riserva delle sorprese. Probabilmente è un modo per apprezzare maggiormente la vita e i suoi “imprevisti”… Nessun lamento in merito, le cose vanno come devono andare, un po’ per l’intromissione del destino (o fato che dir si voglia) ma soprattutto per le proprie scelte, perché io sono convinta che “homo faber fortunae suae” (Sallustio).

Nessuna recriminazione, nessun rimpianto, si guarda avanti e si riprogetta la propria vita. E’ bella anche questa precarietà, perché ci fa sorprendere sempre. Ecco, però mi piacerebbe avere una maggiore stabilità dal punto di vista della mia vita affettiva. Si, magari una rapporto di coppia con una persona seria e affidabile, che non deve sfociare per forza in una convivenza o matrimonio, ma in un supporto reciproco. Magari anche di durata limitata, ma vissuto veramente.

Non è semplice trovare ciò. Perché alla mia età le esigenze diventano tante, ma soprattutto i miei coetanei sono quasi tutti impegnati. Ciò vuol dire spesso che le persone che ti si approcciano non cercano ciò che cerchi tu, cercano relazioni extra coniugali di una notte, o reiterate ma (giustamente per loro) nascoste. Non sto giudicando nulla e nessuno, mi limito a dire che tutto ciò porta disorientamento e confusione. In effetti a volte, anzi spesso, metto in discussione i valori morali della vita “di coppia”, mi chiedo come mai ci siano tante persone insoddisfatte che cercano altro perché, dicono loro, non trovano più appagamento nella loro vita intima con il partner.

Ciò mi fa tristezza, e mi fa diventare un po’ scettica nei confronti del mondo attuale; ci saranno sicuramente dei problemi all’interno della vita di coppia di molte persone, ma voglio pensare e credere che non sia sempre così, che ci siano anche coppie soddisfatte e felici, o almeno che provano a esserlo.

Malgrado i momenti di sconforto e di inevitabile confusione, io continuo a voler credere che il mio progetto di vita di coppia (anche a scadenza) possa esistere, in modo onesto e sincero e (perché no?) totale. Voglio far mia la frase di Vittorio Alfieri “volli, sempre volli, fortissimamente volli”, magari funziona!


Un pensiero riguardo “Quello che ancora mi manca

  • Maggio 24, 2019 in 11:27 am
    Permalink

    Credici fino in fondo al tuo progetto di vita di coppia, credici senza scadenza, vivi ogni giorno fino in fondo ma credi nel per sempre.
    E guarda attorno a te (magari in posti diversi) e vedrai tante persone che dopo tanti anni assieme sono entusiasti di stare insieme.

    Risposta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *