Da solo in vacanza

Come avranno intuito i miei “due lettori” di manzoniana memoria, sono un grande appassionato di montagna. Pertanto, prima che la storia con la mia ex terminasse, avevamo progettato una vacanza in montagna, precisamente in Val Badia.

Ma come dice Carlo Verdone “l’amore è bello finché dura“, e la mia storia è finita come tante altre.

Fortunatamente, non sono il tipo che si perde d’animo ed il desiderio di trascorrere le mie vacanze in Val Badia aumentava sempre più, quasi fosse una sorta di catarsi per liberare del tutto la mia mente dai ricordi foschi di quella relazione.

Se il tuo obiettivo sono la montagna, le escursioni, i rifugi, non puoi andare in vacanza con chiunque, ma devi limitare l’invito a poche e fidate persone che hanno un’idea di relax fatta di levatacce e scarpinate.

Naturalmente avevo interpellato tutti i “papabili” ma nessuno di loro poteva, per i più svariati motivi.

Delle due l’una: o rinunciavo alla vacanza o partivo da solo.

Naturalmente ho optato per la seconda ipotesi. Per non perdere nemmeno un minuto, con l’ausilio di internet, ho programmato aprioristicamente tutte le mie escursioni nel dettaglio.

Sono partito all’alba dal mio paesello, ho raggiunto la Val Badia attorno alle 10,00 del mattino e, poco dopo mezzogiorno, ero già seduto al rifugio a mangiare uova e speck.

Il secondo ed il terzo giorno di vacanza sono quelli che mi hanno fatto veramente comprendere che la vacanza da single è un’esperienza auspicabile e vi spiegherò il motivo.

Stanco per il viaggio e per la camminata quella sera ero andato a dormire presto, con l’obiettivo di partire presto per l’escursione, ma…

Il tempo in montagna cambia rapidamente e al mattino successivo, al mio risveglio, la Val Badia mi si è presentata ammantata da una candida coltre di neve, nonostante fosse agosto.

La neve mi ha sempre emozionato e, dunque, infilato l’antivento sopra la maglietta a maniche corte, sono sceso a far colazione, riflettendo come poter godere al meglio di questa opportunità.

Mentre mi approssimavo al buffet, vedo entrare nella sala ristorante un uomo, più o meno della mia età, con un bimbo di circa tre quattro anni per mano e una bimbetta molto piccola sulle spalle. Con l’unica mano libera l’uomo cercava di prendere qualcosa da sgranocchiare dal buffet. A quel punto sento una donna che urla “Già sarà una giornata di m**** con questo freddo cerca almeno di portarmi una spremuta”.

Evidentemente il poverino, oltre ad accudire i figli, doveva anche servire la moglie/compagna. Mi ha fatto sinceramente compassione: mentre io sarei andato a godermi le montagne innevate lui avrebbe dovuto sopportare per tutto il giorno le ire funeste di una donna che, verosimilmente, non amava il freddo.

L’indomani il cielo della Val Badia era terso, risplendeva veramente in un incanto di luce e di azzurro: era la giornata ideale per fare un’escursione importante.

Sono arrivato ad un bel rifugio: c’era l’opportunità di proseguire oltre sino a raggiungere un laghetto incantevole, tuttavia, per raggiungere quella meta, bisognava imboccare un sentiero più stretto e ripido e la neve del giorno precedente, non ancora sciolta, rendeva i tratti in ombra scivolosi.

Se fossi stato in compagnia di una donna, un po’ per senso di protezione nei suoi confronti, un po’ per prudenza, non sarei andato oltre e mi sarei fermato al rifugio.

Ma ero magicamente da solo e potevo (ma soprattutto volevo) osare, nell’auspicio che gli spiriti della montagna (o il Signore delle cime, se siete credenti) avrebbero tenuto una mano sul capo a quel loro figlio un po’ scapestrato, ma che aveva tanto amore e rispetto per i monti.

Sono giunto al laghetto: mi si è aperto davanti uno scenario incantevole in cui il verde degli alberi ed il bianco della neve si rispecchiavano nelle limpide acque del lago: un’emozione che non dimenticherò mai!

Al ritorno mi sono premiato al rifugio con una mega grigliata, senza che nessuna donna mi dicesse: “guarda che la carne rossa fa male e ti fa ingrassare”.

Alla sera in hotel avevano organizzato la festa ladina con tutti i camerieri in costume tipico.

Un uomo sulla sessantina seduto al tavolo di fianco al mio con la moglie ordina un calice di vino: la moglie stizzita si mette ad urlare: “Vino? Ma sei matto? Hai i valori sballati: bevi acqua e non farla lunga!”.

Quella sera ho ordinato (e bevuto integralmente) una bottiglia di Lagrein alla salute di quell’uomo che, per accondiscendere ai voleri della moglie, aveva dovuto rinunciare ad un bicchiere di vino in una serata di festa.

A questo punto vi sarete resi conto del fatto che sono un gaudente delle vette…


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