Single o in coppia?

Ho trascorso le mie vacanze estive, in montagna naturalmente, in compagnia di una coppia di amici e questa vacanza è stata un’occasione per riflettere sul mio status di single.

Il caso ha voluto che il proprietario dell’albergo collocasse il nostro tavolo in una stanzetta laterale tanto carina quanto intima e che sul tavolo accanto al nostro ci fosse una coppietta affiatata (almeno all’apparenza) con lei molto giovane e carina e con lui sulla quarantina, molto brillante ed estroverso.

E’ normale che in mezzo a cotanto idillio amoroso mi venisse da riflettere sul mio status di single, nonché sull’opportunità di “mettere la testa a posto” e di trovarmi una (brava) ragazza.

C’è stato un momento in cui tra sguardi d’intesa, dolcezze ed ammiccamenti vari, sia dei miei amici che dell’altra coppia, mi sono sentito un vero orso solitario ed ho pensato che fosse giunto il momento di cambiare atteggiamento e dischiudere un po’ i miei angusti, ancorché idilliaci, orizzonti.

Ma… evidentemente Cupido ha deciso che con me si vuole divertire!

In quell’albergo è consuetudine al mattino depositare sui tavoli la comanda delle bevande e dei vini della sera precedente, con i relativi prezzi, si da non avere contestazioni.

Quel birbante di Cupido ha fatto si che il mio occhio cadesse sulla comanda del tavolo della coppietta felice: 90 euro di vino in una sola sera!!!

E tutto ciò perché lui, nell’auspicio di un equo compenso sotto le lenzuola, ha fatto lo splendido, ordinando tre bottiglie di vino diverse che puntualmente sono rimaste lì quasi piene sul tavolo, solo per apparire e dimostrare di avere i soldi e di essere uno (pseudo) intenditore di vini…

Quella stessa mattina, mentre ci approcciavamo a partire per una bella escursione, i miei due amici hanno fatto una furiosa litigata a causa di un nido di calabroni della cui presenza la vicina di casa li aveva avvisati telefonicamente…

Ora la domanda sorge spontanea: ma quanti compromessi dovrei accettare per far nascere e soprattutto mantenere in vita una relazione?

La solitudine a volte può apparire triste, ma una vita di coppia racchiude davvero la felicità?

Il solito Cupido dispettoso ha voluto che il padrone dell’albergo, nel salutarci ed auspicando che tornassi a trovarlo l’anno prossimo in compagnia di una donna, mi dicesse: “ricordati che se uno rimane solo è perché nella vita ha sbagliato qualcosa”.

Ha ragione l’austero albergatore altoatesino, oppure, almeno in parte ho ragione io che mi sono sempre mostrato per quello che sono e che non ho accettato grandi compromessi pur di conquistare prima ed avere poi una donna? Ai posteri l’ardua sentenza!

A mio sommesso parere, l’anima gemella va cercata sempre certo, con perseveranza, ma si potrà pensare di averla trovata soltanto quando uno potrà rimanere se stesso all’interno della relazione, senza la necessità di creare un personaggio ad hoc che appaghi i gusti e le necessità dell’altra persona, e, soprattutto, quando si troverà una persona che ti sappia apprezzare per quello che sei, con i tuoi pregi, con i tuoi difetti e con le tue passioni.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *