Il brutto anatroccolo

Ci sono cose, anzi ferite, di cui non hai mai parlato a nessuno, magari di quelle cose che anche da giovane ti facevano male.

Intendo dire di quando ti sentivi sbagliata, goffa, imbranata, insomma il nulla, sentirsi sbagliata in un mondo di perfezione, vedere gli altri come esseri superiori.

Io mi sentivo il brutto anatroccolo, mi dicevo o mi volevo convincere che “tanto prima o poi anch’io fiorirò“, sì mi volevo convincere ma non ci credevo neanche io, visto che ero mingherlina, tutta ossa, niente forme.

Se uscivo con le amiche di me nessuno si accorgeva, sì ero l’invisibile o speravo d’esserlo… magari avere il super potere dell’invisibilità in certi casi; invece sapevo che mi vedevano, ma certo non mi guardavano.

Mi sono sentita così per diversi anni… e poi magia …sono diventata donna, sì donna, o almeno con sembianze molto femminili.

Ora mi guardo e so di essere io quel fiore che doveva sbocciare ma che nessuno ancora voleva guardare.

Mi sono presa una rivincita, e quando le persone che conoscevo un tempo mi incontrano e dicono “ah ma sei te” quasi meravigliati, sorrido e penso “ma allora mi vedevi, se ti ricordi chi sono!”

Ma non mi importa, il mio aspetto può anche essere cambiato molto, ma una cosa non è cambiata affatto: io sono rimasta me stessa, dentro di me è sopravvissuto il brutto anatroccolo, perchè a me piaceva tanto.

Era semplice, dolce e vero con tutti.

Quella ero e questa sono, certo più forte di prima, perché nulla mi è stato regalato dalla vita, come tante donne nella mia stessa situazione.

Non sarò mai bella, ma sono come piace a me, sempre con il sorriso e ricordando le lacrime che ho versato per arrivare ad essere quel fiore sbocciato in ritardo che adesso vedo quando mi guardo allo specchio ogni mattina.


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